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		<title>eco_hacks_trucchi_e_consigli</title>
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			<title>I pannelli fotovoltaici durano più di quanto si pensasse</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/i_pannelli_fotovoltaici_durano_piu_di_quanto_si_pensasse_3291341.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>I pannelli fotovoltaici durano più di quanto si pensasse</strong><br /> 
 
I pannelli fotovoltaici sono fatti per durare anni, e solitamente viene data una durata stimata di 20 anni, che possono diventare anche 30 si considera un calo della produzione. Questi dati vengono ottenuti con le simulazioni di laboratorio, e sono proprio le simulazioni che hanno spinto i produttori ad offrire una garanzia di rendimento pari all’80% dopo 20 anni, 25 anni in alcuni casi rari. Vuol dire che oggi i produttori assicurano che un pannello fotovoltaico, dopo 240 mesi, riesce comunque a produrre l’80% di quanto produceva il primo giorno.
C’è una buona notizia: la realtà super di gran lunga le aspettative (e le simulazioni). 
Nel 1992 una no-profit nel campo delle energie rinnovabili aveva installato a Lione un piccolo impianto da 1 kWp chiamato Phébus 1.
 
Un impianto che potremmo definire vintage, anche perché occupava una superficie di ben 10 metri quadrati quando oggi per raggiungere 1 kWp bastano 4 metri quadrati circa, ma che aveva uno scopo ben preciso: capire quanto poteva durare una cella fotovoltaica nel tempo in una condizione reale.
 
Dopo averlo smontato, i tecnici hanno analizzato a fondo tutti i pannelli e le celle e hanno verificato un livello di usura della cella decisamente inferiore rispetto alle aspettative: dopo 31 anni circa, quasi 32, il pannello erogava in media il 79.5% della corrente iniziale. Qualche pannello della stringa ha superato l’80%, qualcuno si è fermato al 78% ma la media è comunque ottimata con un declino percentuale anno su anno dello 0.66% della produzione.
 
Il dato più interessante è quello legato alle misurazioni fatte in occasione dei 20 anni dall’installazione: nel 2012 i pannelli erano in grado di erogare il 91.7%, dimostrando che la garanzia dell’80% nei primi 20 anni data oggi è molto conservativa ma soprattutto che il decadimento non è lineare, ed è aumentato solo negli ultimi anni. I pannelli moderni, secondo lo studio, potrebbero offrire livelli di autonomia ancora superiori con il 75% di produzione dell’impianto anche dopo 40 anni dall’installazione.
L’installazione di un impianto fotovoltaico a casa, se possibile, resta oggi uno dei migliori investimenti che si possano fare in tema di efficienza energetica e risparmio.
 
https://www.dday.it/redazione/49642/i-pannelli-fotovoltaici-durano-piu-di-quanto-si-pensasse-luso-reale-batte-le-stime-di-laboratorio?utm_source=pocket-newtab-it-it]]></description>
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			<title>Quattro milioni di € per rifinanziare bando ACCUMULO</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/quattro_milioni_di_per_rifinanziare_bando_accumulo_3217929.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Quattro milioni di € per rifinanziare bando ACCUMULO</strong><br /> 
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(LNews - Milano) È stato approvato dalla Giunta regionale, su proposta dell&#039;assessore agli Enti locali, Montagna, Piccoli Comuni e Risorse energetiche Massimo Sertori, il rifinanziamento di 4 milioni di euro del bando &#039;Accumulo 2019-2020&#039;, finalizzato all&#039;incentivazione dell&#039;autoconsumo di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici. Si tratta dello scorrimento delle domande già presenti nel sistema per questo bando (chiuso nel novembre 2019), non ancora finanziate per carenza di risorse.
 
LE RISORSE - La dotazione finanziaria all&#039;apertura del Bando Accumulo era pari a 4,4 milioni di euro per le due annualità 2019-2020 e, con l&#039;incremento di 4 milioni di euro, il totale complessivo della dote è pari a 8,4 milioni di euro.
 &quot;Sono particolarmente soddisfatto del successo di questa misura innovativa - ha spiegato l&#039;assessore Sertori - nata a favore della diffusione dei sistemi di accumulo dell&#039;energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili locali e per favorire l&#039;aumento del consumo da parte di privati cittadini residenti in Lombardia che hanno già installato un impianto fotovoltaico, o che sono intenzionati ad acquistarlo integrato con sistemi di accumulo di energia elettrica&quot;.
 
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GIÀ FINANZIATE 624 DOMANDE AMMISSIBILI AL CONTRIBUTO - &quot;A causa dell&#039;elevato numero di domande presentate per i sistemi di accumulo non ancora installati - ha continuato - il rapido esaurimento della dotazione finanziaria ha permesso di soddisfare soltanto le prime 624 domande ammissibili al contributo. Grazie allo stanziamento di questo importante contributo, andremo non solo a finanziare tutte le domande valide in graduatoria, che saranno valutate secondo l&#039;ordine cronologico di presentazione, ma consentiremo di ampliare il numero dei possibili beneficiari del contributo previsto dal Bando e, di conseguenza, aumentare l&#039;autoconsumo di energia rinnovabile&quot;.
&quot;Visto il grande successo di questa edizione e delle precedenti due - ha concluso Sertori - abbiamo fortemente voluto il rifinanziamento del bando perché immagazzinando l&#039;energia prodotta e non consumata, si potrà consentire di fatto un efficientamento dei consumi energetici e per i nostri cittadini un abbattimento significativo dei costi in bolletta&quot;.
 
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			<title>BANDO AXEL Regione Lombardia</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/bando_axel_regione_lombardia_3264524.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>BANDO AXEL Regione Lombardia</strong><br />
E’ stato approvato il Bando AXEL che eroga contributi a fondo perduto a favore degli Enti locali che realizzano microreti energeticamente efficienti sugli edifici di loro proprietà adibiti ad uso pubblico (Decreto n. 15334 del 4/12/2020).
L’iniziativa ha l’obiettivo di incentivare un uso più efficiente delle fonti energetiche rinnovabili locali e agevolare l’autoconsumo di energia nelle utenze pubbliche attraverso l’utilizzo di sistemi di accumulo dell’energia elettrica prodotta dagli impianti fotovoltaici a servizio degli edifici ad uso pubblico (tale iniziativa attua quanto previsto dalla dgr n. 3744 del 27/10/2020).
 
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Il Bando AXEL, con dotazione iniziale di 20 milioni di euro, è destinato ai soli Enti Locali, che potranno presentare sulla piattaforma Bandi online, a partire dal 18 gennaio 2021, anche più domande di contributo, una per ogni microrete da realizzare, fino ad un contributo massimo per Ente pari a 200 mila euro.
Per i Comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti è destinata una riserva pari a 5 milioni di euro.
Il contributo copre fino al 100% delle spese sostenute ed è differenziato per tipologia di intervento:

Fornitura ed installazione di un nuovo impianto fotovoltaico integrato con un sistema di accumulo di energia elettrica: fino al 50% delle spese sostenute.
Fornitura ed installazione di un nuovo sistema di accumulo connesso ad un impianto fotovoltaico preesistente: fino al 100% delle spese sostenute per il solo sistema di accumulo.
 

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Per le Comunità Montane e per i Comuni con popolazione residente fino a 5.000 abitanti il contributo copre fino al 90% delle spese sostenute per nuovi impianti fotovoltaici integrati con sistemi di accumulo (prima tipologia di intervento).
Per informazioni dettagliate si rimanda al testo del bando allegato.
 
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			<title>Etichetta Energetica Furbetta</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/etichetta_energetica_furbetta_1673749.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Etichetta Energetica Furbetta</strong><br />Etichetta Furbetta è il nome dell’indagine svolta da Legambiente in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino, da cui è emerso che in Italia il 33% dei prodotti viene venduto con un’etichetta energetica fasulla. L&#039;iniziativa si inserisce nel progetto pilota Marketwatch che unisce sedici realtà della società civile che vanno ad affiancare le istituzioni nel settore del controllo di mercato a livello europeo nel campo delle etichette energetiche. Cantinette domestiche, ossia refrigeratori per bottiglie di vino, condizionatori e televisori sono i prodotti che risultano avere un etichettamento inferiore rispetto agli altri e che quindi mettono in crisi il consumatore quando deve scegliere, portando la percentuale complessiva dei prodotti che sono venduti senza etichetta o con l&#039;etichetta scorretta al 33%.
 &quot;Dalla ricerca – ha spiegato Davide Sabbadin, responsabile in Italia del progetto MarketWatch – emerge un quadro non completamente soddisfacente dell&#039;applicazione della normativa europea, in particolar modo nel mondo del trading online. Per questo crediamo che sia fondamentale la formazione dei professionisti del settore per colmare quel gap cognitivo che il cittadino può avere davanti all&#039;etichetta energetica. In particolare rimane quasi completamente inapplicato, per ora, l&#039;obbligo di consegna della scheda tecnica a richiesta del consumatore nei punti vendita esaminati, un precisorequisito della normativa Ecodesign. E a nulla vale l&#039;introduzione delle nuove tecnologie: in un paio di casi, anche di fronte alla possibilità di scaricare con smartphone delle informazione aggiuntive in tempo reale tramite Qrcode presenti sul prodotto, la scheda tecnica non era presente tra le informazioni disponibili, che si limitavano a informazioni di carattere commerciale e prestazionale&quot;.
 La situazione più grave, a sorpresa, è quella dei negozi online nei quali solo il 12% dei prodotti riporta le informazioni energetiche in maniera esaustiva e corretta. Un dato incomprensibile se si pensa che oltretutto l&#039;inserimento dei questi dati avviene una volta sola e all&#039;interno delle operazioni di caricamento dei dati relativi al prodotto. Nella tabella con la percentuale di prodotti non conformi, differenziata per categoria e per canale di vendita.
  &quot;Le direttive Ecodesign ed Etichetta Energetica sono, nel loro congiunto, una delle più grandi operazioni ambientali della storia europea e mondiale - afferma Edoardo Zanchini, Vicepresidente nazionale di Legambiente - La loro applicazione potrebbe far risparmiare quasi 400 euro a famiglia, a ciò si aggiunge il vantaggio ambientale dato che il taglio annuale alle emissioni climalteranti sarebbe pari a 500 milioni di tonnellate di CO2: si tratta dell&#039;1,5% delle emissioni mondiali, pari a quelle del parco auto circolante in Europa. Purtroppo, però, queste direttive non sempre vengono applicate e i consumatori spesso non sono in condizione di scegliere correttamente i prodotti in vendita: alcuni prodotti sono meno efficienti di quanto dichiarato sull’etichetta, altri sono privi delle indicazioni energetiche che dovrebbero essere fornite al consumatore. I mancati risparmi derivanti da queste infrazioni aumentano inevitabilmente i costi familiari, mettono sotto stress le reti elettriche dei paesi membri e contribuiscono negativamente al cambiamento climatico&quot;.
 Per quanto riguarda invece le tipologie di non conformità alla normativa che sono state riscontrate è emerso che le principali riguardano per gran parte il cattivo posizionamento dell’etichetta, spesso collocata in angoli ciechi o a più di due metri di altezza, cose che le rendendo incomprensibili. Nei negozi online si riscontrano, invece, oltre alla loro totale assenza, casi di informazioni limitate, come per esempio la sola classe energetica, ma senza il consumo annuale, oppure mancano dati sul rumore o sui coefficienti prestazionali, come nel caso dei condizionatori d&#039;aria.
 Più in generale in Europa la situazione sul controllo sia per l&#039;Etichetta Energetica che per l&#039;Ecodesign, è molto diversa tra le nazioni e ciò perché non sempre i budget stanziati dalle Autorità di Controllo del mercato sono adeguati. I costi delle analisi di prodotto variano, infatti, dai 2.500 euro per una lampadina fino ai 13.000 euro per un condizionatore.
 Si tratta di costi che stanno frenando le verifiche che a oggi hanno riguardato lo 0,6% dei modelli presenti sul mercato, con una spesa di 7 milioni di euro che corrispondono allo 0,05% dei mancati risparmi attribuiti alla non adeguata applicazione della normativa. Nella pratica, non controllando tutti i modelli sul mercato, cosa che costerebbe poco più di un miliardo di euro, si impedisce ai cittadini di risparmiarne 14 di miliardi. L&#039;equivalente di un punto di Pil italiano.]]></description>
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			<title>CHIARIMENTI SUPERBONUS 110%</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/chiarimenti_superbonus_110_3258914.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>CHIARIMENTI SUPERBONUS 110%</strong><br /> 
Da tempo si parla tanto di SUPERBONUS 110%, una delle manovre più discusse ed intertessanti degli ultimi tempi in fatto di efficienza energetica.
 
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Facciamo un riepilogo di cosa il nuovo incentivo prevede per il fotovoltaico e i sistemi di accumulo.
 
Quando fotovoltaico e batterie accedono al Superbonus e quando alla detrazione del 50%
 
Ricordiamo che limitarsi a installare un impianto fotovoltaico, con o senza batteria, non dà diritto allo sgravio del 110%.
Se l’intervento non è accompagnato ad altri lavori, per impianti residenziali o collettivi, si potrà comunque godere della detrazione del 50% che con il decreto Rilancio è diventata cedibile.
Per detrarne il 110% del prezzo, l’impianto fotovoltaico, oltre a essere su edificio e di potenza inferiore a 20 kW, deve essere abbinato a uno dei tre interventi principali previsti dal decreto, che sono l’isolamento delle superfici opache degli edifici, ad esempio realizzando il cosiddetto cappotto, la sostituzione dell’impianto di riscaldamento con soluzioni più efficienti o gli interventi antisismici. 
Inoltre, per avere diritto al Superbonus, il complesso degli interventi (ad esempio sostituzione della caldaia con una pompa di calore e installazione del FV) deve migliorare l’efficienza dell’edificio di almeno due classi energetiche (o portarlo alla classe più alta possibile).
 
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Limite di spesa
 
Il limite di spesa per detrarre al 110% fotovoltaico e batterie è di 48.000 euro complessivi.
Per i sistemi di accumulo da abbinare al FV c’è poi un massimale di spesa di 1.000 euro per ogni kWh di capacità di accumulo.
Per il fotovoltaico i tetti sono diversi a seconda dei casi: per le installazioni su edifici esistenti il limite è 2.400 €/kW di potenza, mentre scende a 1.600 €/kW in caso di trasformazioni che possono portare ad un organismo edilizio in tutto o in parte diverso dal precedente, interventi di nuova costruzione, e interventi di ristrutturazione urbanistica (articolo 3, comma 1, lettere d), e) ed f), del DPR 6 giugno 2001, n. 380).
La cumulabilità con altri incentivi
Per il fotovoltaico e le batterie, lo sgravio del 110% non è cumulabile con altri incentivi pubblici e altre forme di agevolazione di qualsiasi natura previste dalla normativa europea, nazionale e regionale.
 
Inoltre, la detrazione al 110% è subordinata alla cessione in favore del Gse dell’energia non auto-consumata in sito oppure non condivisa per l’autoconsumo.
Non si accede dunque allo Scambio sul posto: per questo sarà meglio dimensionare l’impianto in modo da autoconsumare il più possibile oppure prevedere dei sistemi di accumulo.
 
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Il 110% in generale: per chi e come
 
Venendo alla nuova detrazione del 110% in generale, ricordiamo che vale per interventi realizzati dal primo luglio 2020 al 31 dicembre 2021. Il termine è esteso al 30 giugno 2022 per gli interventi effettuati dagli istituti autonomi case popolari (Iacp).
Il relativo credito sarà cedibile senza limite, anche alle banche, si potrà godere anche come sconto in fattura e sarà erogato in 5 anni (contro i 10 attuali).
La misura si applica alle persone fisiche ma non ai soggetti titolari di reddito d’impresa; a condomini, Iacp, cooperative di abitazione, enti del terzo settore, associazioni e società sportive dilettantistiche.
Il superbonus non vale solamente per i lavori eseguiti nelle abitazioni di residenza, ma anche per quelli eseguiti nelle seconde case, con l’eccezione delle categorie A1 (abitazioni di tipo signorile), A8 (ville), A9 (castelli).
Inoltre, ogni singolo contribuente (persona fisica al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, arti e professioni) potrà utilizzare il bonus del 110% sul numero massimo di due unità immobiliari.
 
Gli interventi ammessi
 
Come anticipato, fotovoltaico e accumuli (come tanti altri interventi minori, dalle colonnine per i veicoli elettrici alla sostituzione dei serramenti) godono della detrazione fiscale solo se abbinati a uno degli interventi trainanti previsti dalla misura.
Il “nucleo forte” dei lavori che danno diritto ad altri è costituito da due filoni trainanti: isolamento termico dell’involucro (nel testo si parla anche di superfici oblique, dunque i tetti, oltre alle superfici opache verticali/orizzontali), e sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione (almeno in classe A), pompe di calore, collettori solari, unità di micro-cogenerazione e sistemi di teleriscaldamento efficiente (solo nei comuni montani non interessati da procedure d’infrazione Ue per la qualità dell’aria).
Prevista anche la possibilità di sostituire il vecchio impianto con una caldaia a biomassa in classe 5 stelle, solo per le aree non metanizzate dei comuni esclusi dalle procedure Ue d’infrazione per la qualità dell’aria.
Il superbonus del 110% è riconosciuto anche per le spese relative ai lavori antisismici fatta eccezione per la zona sismica 4, cioè la meno pericolosa.
C’è poi un altro nucleo di interventi “trainati”, cioè ammessi alla maxi detrazione del 110% solamente se eseguiti in abbinamento a uno o più dei lavori principali del comma 1 della norma: isolamento termico e sostituzione dell’impianto di climatizzazione.
Parliamo di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo per il fotovoltaico, punti di ricarica per veicoli elettrici e tutti gli interventi di efficienza energetica già compresi nell’ecobonus.
Per il fotovoltaico e le batterie come detto c’è una possibilità in più: difatti, può rientrare nella detrazione del 110% anche quando è installato in abbinamento ai lavori antisismici; in pratica, il super-sisma bonus del 110% può fare da traino per l’installazione di sistemi fotovoltaici.
 
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Requisiti energetici
 
Nel loro complesso, come detto sopra, gli interventi di riqualificazione energetica incentivati devono garantire il miglioramento di almeno due classi energetiche, oppure, se non possibile, portare l’abitazione alla classe energetica più alta raggiungibile.
Questo va dimostrato con attestato di prestazione energetica (APE) prima e dopo l’intervento rilasciato da tecnico abilitato, nella forma della dichiarazione asseverata.
Tutti gli interventi di efficienza energetica incentivati devono poi rispettare i requisiti minimi, previsti dai decreti di cui al comma 3-ter dell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63.
 
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Condizioni e limiti di spesa
 
Per quanto riguarda l’isolamento termico, la spesa massima ammessa è di 50.000 € per gli edifici unifamiliari o le villette a schiera, 40.000 € per unità immobiliare negli edifici composti da due a otto unità, 30.000 € per unità immobiliare nei condomini più grandi.
Ricordiamo che la coibentazione deve riguardare le superfici opache verticali, orizzontali e inclinate che interessano l’involucro dell’edificio con un’incidenza superiore al 25% della superficie disperdente lorda.
Per quanto riguarda, invece, la sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti, i massimali di spesa sono pari a 20.000 euro per unità immobiliare negli edifici che hanno fino a 8 unità, 15.000 € per unità immobiliare negli edifici di maggiori dimensioni, 30.000 € per le abitazioni singole.
 
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Da quando sarà operativo?
 
Il superbonus potrà partire quando arriveranno due provvedimenti indispensabili (in teoria, entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, quindi per metà agosto): la circolare dell’Agenzia delle entrate e il decreto attuativo del ministero dello Sviluppo economico.
Il provvedimento dell’Agenzia delle entrate dovrà definire alcuni meccanismi per lo sconto in fattura/cessione del credito; invece il decreto del MiSE dovrà aggiornare i requisiti tecnico-economici per consentire l’accesso agli incentivi.
Insomma è difficile ipotizzare che il superbonus potrà partire sul serio prima di settembre-ottobre, calcolando anche le ferie estive e un po’ di tempo fisiologico per dare a tutti i soggetti coinvolti – banche, imprese, assicurazioni, cittadini – il tempo di assimilare le novità.
 
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			<title>ANALISI DEGLI AUMENTI DEI PREZZI DELL'ENERGIA E DEL GAS</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/analisi_degli_aumenti_dei_prezzi_dell_energia_e_del_gas_3277352.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>ANALISI DEGLI AUMENTI DEI PREZZI DELL&#039;ENERGIA E DEL GAS</strong><br /> Purtroppo, da qualche mese a questa parte non abbiamo proprio modo di renderlo un momento piacevole: PUN (luce), PFOR e PSV (entrambi del gas) hanno fatto segnare valori sempre più alti.

Luce: il PUN di novembre 2021


Dopo la doppia mazzata, +40% e +38% in rapida successione, di settembre e ottobre (a valle di mesi precedenti già di continui aumenti), novembre si stabilizza sugli stessi valori (+3,8%). Non è una grande consolazione visti i valori pazzeschi, ma quantomeno non abbiamo assistito a ulteriori aumenti significativi.


Ecco di seguito come pubblicati sul sito del Gestore dei Mercati Elettrici mercatoelettrico.org, espressi in €/MWh.






F1
F2 
F3 




ore di picco
ore intermedie
ore fuori punta


268,10
232,72
191,96



Fonte: mercatoelettrico.org; elaborazione Enjoy Energy


I valori indicati sono la media aritmetica di tutti i valori orari assunti dal PUN del mese, articolati per Fascia oraria, e costituisce la base di riferimento per il prezzo all’ingrosso dell’energia elettrica. Quasi tutte le offerte a tariffa variabile dei vari operatori italiani (tra cui quelle di Enjoy Energy) sono basate su questo valore.

 

Le Fasce sono quelle definite da ARERA nella Delibera 181/2006, ovvero:






F1
dalle 8 alle 19, da lunedì a venerdì


F2
dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23 da lunedì a venerdì; dalle 7 alle 23 del sabato


F3
dalle 23 alle 7 da lunedì a sabato; tutte le ore di domenica e dei giorni festivi



Fonte: ARERA


Gas: PFOR e PSV di novembre 2021


Il mercato del gas naturale è basato su due indici: PSV e PFOR (stiamo semplificando, in realtà ce ne sono altri). Questi indici vengono utilizzati dai vari operatori italiani in base alle proprie strategie commerciali. PFOR è un indice previsionale, ed è quello su cui basa le proprie offerte il Servizio di Tutela; PSV è invece la media mensile delle quotazioni in tempo reale del prezzo, più rappresentativo quindi dell’andamento del mercato all’ingrosso.


Il PSV (Punto di Scambio Virtuale, sistema elettronico amministrato dal Gestore dei Mercati Elettrici) è la media mensile dei prezzi Bid e Offer delle quotazioni giornaliere, pubblicate da ICIS Heren — European Spot Gas Markets sotto il titolo “PSV Price Assessment”.


Il PFOR, normato da ARERA con deliberazione 9 maggio 2013, 196/2013/R/gas, ha aggiornamento trimestrale ed è pubblicato dall’Autorità stessa. Il PFOR del trimestre è dato dalla media aritmetica delle quotazioni forward trimestrali OTC relative al trimestre t-esimo del gas, presso l’hub TTF e rilevate da Platts, con riferimento al secondo mese solare antecedente il trimestre t-esimo (ovvero, il PFOR viene stabilito in anticipo rispetto al trimestre in cui verrà applicato).


I valori originali dei due indici sono pubblicati in MWh (PSV) e GJ (PFOR). Non vogliamo farvi venire ulteriori emicranie, visto che crediamo già bastino i prezzi apocalittici di cui stiamo parlando.






PFOR
PSV 




47,8
86,1



fonte: ARERA e ICIS Heren; elaborazione Enjoy Energy


Il PFOR, essendo un valore trimestrale, resta questo mese invariato dopo la stangata del +80% il mese scorso. Resta molto anomalo rispetto al PSV, che ci dà, come dicevamo, il valore più veritiero rispetto al costo della materia prima. Il PSV per fortuna è leggermente sceso, attestandosi a 86,1, quindi -4,7% (era molto tempo che non mettevamo un segno meno, non sapevamo più dove si trovasse sulla tastiera). La forbice senza precedenti che si è creata tra i due valori, storicamente equivalenti sul corso dell’anno, continua quindi a causare enormi problemi agli operatori che hanno proposto quest’anno condizioni economiche basate su PFOR: al momento questi operatori sono costretti a vendere in perdita, oppure a inviare comunicazioni unilaterali ai propri clienti informandoli di non poter mantenere il prezzo, altri hanno addirittura “sganciato” una parte della propria clientela.


Ancora più insostenibile la situazione per gli operatori che proponevano tariffe a prezzo fisso (quasi tutte ormai ritirate dal mercato), magari bloccate persino per 24 mesi.


Gli indici PSV e PFOR hanno mostrato quest’anno un andamento del tutto imprevedibile…







La crisi dei prezzi: cosa sta succedendo e cosa aspettarci


Come dicevamo il mese scorso abbiamo assistito al rapido e cospicuo intervento del Governo, che ha stanziato miliardi di euro per venire in aiuto di cittadini e aziende italiani. Stangata sì, ma senza dubbio calmierata: gli oneri di sistema — voce assai rilevante sulle bollette degli italiani — sono stati del tutto azzerati sulla luce; mentre l’IVA sul gas è stata portata al 5%.


Ma come si sta muovendo il mercato? I segni di stabilizzazione che avevamo intravisto nell’articolo del mese scorso — pressi alti, ma niente oscillazioni pazzesche come a ottobre — hanno effettivamente portato a un PUN e a un PSV pressoché stabili. Dicembre vede, a oggi, un prosieguo nel consolidamento dei valori del PUN. Possiamo aspettarci ancora un gennaio e febbraio stabili, e cominciare a vedere inversione di trend con l’arrivo della primavera.



 



Peggio il prezzo del gas, che purtroppo pareva accennare a scendere, e invece a dicembre è salito ancora: la media è superiore a 1€/Smc, con valori sempre superiori — a eccezione dei soli giorni 4 e 5 — a questa soglia impensabile. Il giorno 14 ha toccato addirittura 1,28, un valore 10 volte superiore a quello di settembre 2020.


Nei mesi scorsi, parlavamo di concreto rischio di default per gli operatori energetici a fronte delle difficoltà già esposte nei confronti dei clienti, ma soprattutto a livello di puro approvvigionamento di fronte a tali prezzi. Purtroppo, sono già più d’uno gli operatori (almeno un paio di essi, tra i più importanti del panorama italiano) che sono “saltati” nel giro di un paio di mesi, creando caotici effetti domino su tutta la filiera.

 
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		<item>
			<title>Comuni Virtuosi con i LED</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/comuni_virtuosi_con_i_led_1755185.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Comuni Virtuosi con i LED</strong><br />Lo scorso 9 ottobre, Illuminotronica, mostra-convegno dedicata al mondo dell’illuminazione a LED, delle soluzioni intelligenti e della domotica, ha ospitato, al termine del convegno su urban lighting e smart city, la cerimonia di premiazione del 16^ Award Ecohitech, riconoscimento alle Pubbliche Amministrazioni che hanno adottato sistemi di illuminazione a LED innovativi ottenendo importanti risultati in termini di risparmio energetico.
 Dal 1998, il premio promosso da Assodel (Associazione Nazionale Fornitori di Elettronica), rappresenta un’occasione di incontro e di confronto tra aziende e istituzioni sui temi relativi al risparmio energetico, all’inquinamento luminoso, alla tecnologia sostenibile. Anche per quest’anno, è stato scelto di consegnare il riconoscimento alle Pubbliche Amministrazioni, e in particolare ai Comuni “virtuosi”.
 
I Comuni più efficienti del 2014
 Durante la cerimonia di premiazione, alla presenza dei rappresentanti delle amministrazioni premiate, Andrea Flumiani, lighting specialist di Assodel, ha sottolineato l’importanza di una corretta ed efficiente illuminazione urbana e il conseguente impatto sul benessere e sulla sicurezza dei cittadini, oltre che, naturalmente, sulle “casse” delle amministrazioni locali.
Tre i Comuni che si sono distinti per le scelte sostenibili nell’illuminazione pubblica:
Comune di Brescia
 Motivazione: per aver messo in campo il nuovo progetto per la qualità e l’efficienza dell’illuminazione della città e la valorizzazione del territorio oltre che aumentare la sicurezza degli abitanti. Gli attuali corpi illuminanti verranno sostituiti con proiettori LED di nuova generazione che porteranno a una riduzione dei consumi di 5,5 miloni di kilowatt e una abbassamento delle emissioni di CO2 di 3.000 tonnellate/anno.
Comune di Casalmoro
 Motivazione: per aver sostituito 242 corpi illuminanti al mercurio e 7 a ioduri metallici con altrettante armature a LED di nuova generazione. Una presa di posizione saggia e rispettosa dell’ambiente oltre che conveniente sul piano economico.
Comune di Forni di Sopra
 Motivazione: per la sostituzione dei vecchi corpi illuminanti con apparecchi a tecnologia LED su tutta la rete di illuminazione pubblica e per l’uso intelligente del telecontrollo su ogni punto luce consentendo di regolare l’intensità luminosa e incrementare così il risparmio energetico oltre che diminuire drasticamente l’emissione di CO2.]]></description>
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		<item>
			<title>Guida ell'etichetta energetica delle pompe di calore</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/guida_ell_etichetta_energetica_delle_pompe_di_calore_2161458.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Guida ell&#039;etichetta energetica delle pompe di calore</strong><br />In allegato la GUIDA]]></description>
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		<item>
			<title>Misurazione del calore, 10 regole per risparmiare</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/misurazione_del_calore_10_regole_per_risparmiare_1950269.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Misurazione del calore, 10 regole per risparmiare</strong><br />I tempi per effettuare l’intervento, che evidentemente va fatto a impianto spento, sono stretti, ovvero questa estate e la prossima. Dopo di che il rischio che scattino salate sanzioni è molto elevato.
 
 A questo proposito l’associazione Rete Irene ha diramato un “decalogo” che sintetizza i principali accorgimenti e i vantaggi che derivano dall’installazione. Eccolo qui.
 

Stop all’effetto sauna. Le valvole termostatiche sono dotate di una manopola che serve per graduare l’emissione di calore dei radiatori, in modo da adeguarlo alla stagione agli inverni sempre più miti. Così, se a gennaio e febbraio si può anche metterla al massimo, nei mesi di ottobre, marzo e aprile è bene tenere i caloriferi al minimo.
Ogni stanza la sua temperatura. Bassa dove non serve, più alta nelle stanze più frequentate: 20 °C nel soggiorno e 18 °C nelle camere è più che ragionevole. Ogni grado di temperatura in più comporta un aumento dei consumi di circa il 7%. Ciò significa che passando da 20 a 23 gradi il consumo aumenta del 20%
Far respirare i caloriferi. Se si vuole che le valvole abbiano realmente il loro effetto, evitare di “soffocare” i radiatori con tendaggi pesanti, mensole, copricaloriferi o indumenti bagnati, che alterano la misurazione del calore da parte del sensore.
Arieggiare, non surgelare. Per ricambiare l’aria sono sufficienti 5 minuti con le finestre bene aperte: tutto il tempo in più farà solo raffreddare l’ambiente con un conseguente aumento dei consumi necessari a riportare il livello di temperatura a quello desiderato.
No agli estremi. In caso di assenze da casa per qualche ora, non chiudere la valvola per poi portarla in posizione massima al rientro. Il consumo di energia sarà superiore all’energia che si sarebbe consumata mantenendo l’ambiente a temperatura costante.
Non spegnere i caloriferi. Anche in caso di assenze prolungate da casa (ad esempio, per la settimana bianca), regolare la temperatura dei caloriferi al minimo, in modo da non doverla scongelare al rientro con un eccessivo dispiego di calore.
Niente panico. Se il termosifone è freddo o appena tiepido, soprattutto nella parte inferiore, non significa che è rotto, ma che la temperatura ambiente desiderata è stata raggiunta.
Quando ad aprile il riscaldamento viene spento, è bene aprire al massimo (posizione 5) il comando della valvola termostatica, per evitare che il dispositivo interno possa essere otturato da impurità presenti nel circuito.
Siate generosi. Condividere e promuovere con i vicini e gli altri condomini il corretto utilizzo delle valvole e gli effettivi benefici sulla riduzione dei consumi. ne gioverà la bolletta di tutti.
Evitare di rivolgersi a più soggetti. Meglio affidarsi a un’azienda qualificata per la corretta progettazione e installazione dell’impianto, che offra assistenza diretta all’utente sul corretto utilizzo.
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			<title>Perchè lavare un impianto Fotovoltaico?</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/perche_lavare_un_impianto_fotovoltaico_3110209.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Perchè lavare un impianto Fotovoltaico?</strong><br /> 
L&#039;impianto si trova al nord Italia.
La pulizia dei pannelli avviene mediante specifiche spazzole agganciate a lance telescopiche che sono alimentate dalla forza dell’acqua demineralizzata in bassa pressione. Il sistema prevede un addolcitore d’acqua e un detergente specifico. L’addolcitore elimina il calcare dall’acqua di lavaggio, evitando la formazione di depositi sui panelli.
I risultati sono sempre evidenti grazie al nostro CHECK UP FOTOVOLTAICO.
Possiamo certificare i risultati ottenuti dalla pulizia e i risultati sono spesso oltre alle aspettative come in questo cado specifico.
L’impianto fotovoltaico è da 100 kW, con un calo di rendimento pari a € 4.500,00 negli ultimi 12 mesi.
Dopo la pulizia, avvenuta a MAGGIO, la produzione aumenta a tal punto che da GIUGNO l&#039;impianto ha dato un profitto maggiore del 10% pari a circa € 6.000,00 in un anno (guarda il file in allegato).

Provare per credere!
 ]]></description>
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			<title>Bando ACCUMULI REGIONE LOMBARDIA: finanzialmenti a fondo perduto per le BATTERIE</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/bando_accumuli_regione_lombardia_finanzialmenti_a_fondo_perduto_per_le_batterie_3154255.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Bando ACCUMULI REGIONE LOMBARDIA: finanzialmenti a fondo perduto per le BATTERIE</strong><br /> 
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Buongiorno a tutti, 
vi informiamo che la Regione Lombardia  ha pubblicato la  terza edizione del bando di incentivazione dei sistemi di accumulo di energia elettrica prodotta da impianti fotovoltaici rivolto a privati cittadini residenti nella regione. 
Il bando prevede una dotazione di almeno 3,44 milioni di Euro elevabili a 4,46 milioni di Euro in funzione del bilancio regionale, suddivisi in 1,67 milioni di Euro (elevabili a 2,69 milioni di Euro) per l’annualità 2019 e 1,76 milioni di Euro per l’annualità 2020. 
Il contributo sarà sempre a fondo perduto fino al 50% delle spese dell’intervento, IVA compresa, con un massimo di 3.000 € per ciascun intervento ammesso. Sono ammissibili le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2018 e il calcolo del contributo sarà analogo ai precedenti bandi. 
TEMPISTICHE 
Il bando prevede le tempistiche presenti nella seguente tabella a seconda che il sistema di accumulo sia già stato installato e in possesso di tutta la documentazione al momento della richiesta (A) oppure non sia ancora stato installato (B). 






  



 



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L&#039;iter di assegnazione prevede una procedura valutativa secondo l’ordine cronologico di protocollo della domanda completa. Entro 60 giorni dalla data di arrivo al protocollo della domanda verrà pubblicato sul BURL e sul sito istituzionale della Regione l’esito dell’istruttoria di valutazione che può confermare, rideterminare o revocare il contributo assegnato. Per il tipo B Il termine per la presentazione della rendicontazione e della richiesta dell’erogazione è fissato in 6 mesi dalla data di assegnazione del contributo. 


  



 




 




 



  


COME PARTECIPARE 
La presentazione della domanda deve avvenire sul sito  Bandi online - www.bandi.servizirl.it 
Per accedere all&#039;area personale occorre registrarsi con una delle seguenti modalità: 

Sistema Pubblico Identità Digitale (SPID) 
Carta Nazionale dei Servizi (CNS) – Carta Regionale dei Servizi(CRS) 
Username e password (ottenute dopo la registrazione). 

Si consiglia vivamente di registrarsi in anticipo alla piattaforma. Una volta autenticati è possibile cercare il &quot;Bando Accumulo 2019-2020&quot;. 
È possibile presentare una sola domanda di contributo relativa ad un impianto fotovoltaico al quale collegare il sistema di accumulo per cui si chiede il contributo. Si evidenzia che la domanda di contributo deve essere firmata dal soggetto richiedente: non è ammessa pertanto la presentazione di domande per conto di altri soggetti. 
Al termine della compilazione on line della domanda di contributo il sistema informatico genererà automaticamente il modulo di domanda di partecipazione che dovrà essere prima scaricato dal sistema Bandi online e successivamente ricaricato a sistema, con gli allegati richiesti, dopo essere stata firmata digitalmente da parte del richiedente. 


  



 




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DOCUMENTAZIONE 
Per i sistemi di accumulo già installati (A) e in possesso di tutta la documentazione al momento della richiesta allegare: 

scheda tecnica del sistema di accumulo (riportante le caratteristiche indicate al paragrafo B.6); 
fattura, dettagliata in voci di costo, per l’acquisto e l’installazione del sistema di accumulo; 
quietanze di pagamento della fattura (ricevute dei bonifici); 
regolamento di esercizio stipulato con il distributore di energia elettrica (esclusi gli impianti a isola); 
dichiarazione di conformità alla regola dell’arte rilasciata dall’installatore; 
dichiarazione del produttore del sistema di accumulo sui parametri tecnici N, DOD ed E (in aggiunta al punto 1 se la scheda tecnica non li riporta come indicato al paragrafo B.6); 
dichiarazione del fornitore del sistema di accumulo sui singoli costi (se in fattura è indicata un’unica voce che raggruppa accumulo e installazione); 

I documenti da 1) a 5) sono obbligatori, mentre i documenti 6) e 7) sono obbligatori solo se ricorre la casistica indicata tra parentesi. 
Per i sistemi di accumulo non ancora installati (B) allegare: 

scheda tecnica del sistema di accumulo (riportante le caratteristiche indicate al paragrafo B.6); 
preventivo, dettagliato in voci di costo, per l’acquisto e l’installazione del sistema di accumulo; 
dichiarazione del produttore del sistema di accumulo sui parametri tecnici N, DOD ed E (in aggiunta al punto 1 se la scheda tecnica non li riporta come indicato al paragrafo B.6). 

I documenti 1) e 2) sono obbligatori, mentre il documento 3) è obbligatorio solo se ricorre la casistica indicata tra parentesi. 
Inoltre, nella domanda, per entrambe le tipologie di accumuli A e B, deve essere dichiarato: 

l’indirizzo di posta elettronica al quale ricevere ogni comunicazione; 
i dati necessari all’erogazione del contributo sul conto corrente del richiedente (IBAN); 
l’accettazione delle condizioni del bando; 
la disponibilità per le indagini tecniche e i controlli che Regione Lombardia riterrà opportuno effettuare; 
l’impegno a comunicare tempestivamente, ed in ogni caso prima dell’erogazione del contributo, ogni eventuale variazione a quanto indicato nella domanda. 



  



 




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PROGETTO PILOTA: AGGREGAZIONE SDA 
Durante la compilazione della domanda di contributo è possibile dichiarare il proprio interesse a prtecipare al progetto pilota “Aggregazione sistemi di accumulo lombardi” sviluppato da RSE. Per ulteriori informazioni  https://accumulilombardi.rse-web.it/ . 
CUMULABILITA&#039; DEL CONTRIBUTO 
In accordo con le indicazioni dell&#039;Agenzia delle Entrate, il richiedente può usufruire,  per i sistemi di accumulo che non rientrano tra le esclusioni, della  detrazione fiscale del 50% sulla parte non coperta dal contributo delle spese sostenute entro il 31 dicembre dell’anno cui si riferisce la dichiarazione fiscale. 
ULTERIORI INFORMAZIONI 
Per ulteriori chiarimenti si rimanda al sito istituzionale della Regione  e ai seguenti contatti: 

Casella di posta elettronica dedicata: bando_accumulo@regione.lombardia.it 
Numero verde per informazioni sul Bando: 800 318 318 
Numero verde per l’assistenza su Bandi online: 800 131 151 






 


 




 
 
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		<item>
			<title>Sospensione dei pagamenti delle bollette: facciamo chiarezza sui vari decreti</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/sospensione_dei_pagamenti_delle_bollette_facciamo_chiarezza_sui_vari_decreti_3220306.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Sospensione dei pagamenti delle bollette: facciamo chiarezza sui vari decreti</strong><br />Visto le attuali norme adottate dal governo per fronteggiare l’emergenzaCovid-19 in materia di utenze luce e gas, acqua e rifiuti, è importante fare alcuni approfondimenti.
 
Infatti, da alcuni giorni vengono diffuse molte notizie discordanti e lontane dalla verità. Pertanto, voglio fare chiarezza sulle uniche delibere che l’ARERA ha divulgato fino a oggi e approfondirle per dare le corrette indicazioni per attuare il pagamento delle utenze.
 
La delibera 60 di fatto sospende tutte le applicazioni del Regoltario riguardante i distacchi o le sospensioni di morosità: dal 10 marzo 2020 al 3 aprile 2020 sono sospesi e con effetto retroattivo, tutte le precedenti costituzioni messe in mora e sospensioni delle forniture per mancato o tardato pagamento. A far fede da detta data ogni costituzione di messa in mora decade.
In virtù di questo, le società di distribuzione hanno provveduto alla riattivazione di tutti i punti di fornitura sospesi per morosità sul territorio nazionale.
Attenzione però: la delibera non parla di alcuna sospensione dei pagamenti dovuti, la incauta e tortuosa impalcatura della delibera è volta a impedire alle società di vendita d&#039;inviare sospensioni o distacchi per mancato pagamento delle utenze, questo vuol dire che le società continuano ad avere crediti esigibili nell’immediato a favore dei clienti e che, salvo ulteriori deroghe, dal 4 aprile potranno nuovamente procedere con l’invio di costituzione messa in mora e conseguente distacco.
La Delibera 60 si applica ai seguenti soggetti (estratto articolo 1.1.):
a) nel settore dell’energia elettrica, i clienti titolari di punti di prelievo in bassa tensione di cui al comma 2.3, lettere a), b) e c) del TIV;
b) nel settore del gas naturale, i clienti titolari di punti di riconsegna appartenente alla tipologia di cui:
i. al comma 2.3, lettera a) del TIVG;
ii. al comma 2.3, lettere b) e d), con consumo non superiore a 200.000 Smc/anno;
Il messaggio più pericoloso che sta circolando nel web afferma che la sospensione riguarda anche i pagamenti. Questa fake news sta portando diversi utenti ad accumulare debito per le bollette che pensano di poter non pagare.
La situazione sta destando molta preoccupazione anche negli operatori del settore che da qualche giorno stanno facendo tam-tam per creare un’associazione di categoria per garantire anche la loro rappresentanza in organi istituzionali. Si calcola infatti in modo grossolano ritardi negli incassi mensili tra il 30% ed il 40% del totale, se consideriamo che il mondo delle utility luce e gas ha un fatturato lordo stimato di 100 miliardi l’anno, i numeri sono davvero preoccupanti. La paura principale è che l’intera filiera italiana possa essere danneggiata.
La Delibera 75 riprende quanto definito dal Decreto Legge emanato il 9 e 11 marzo 2020 e ne definisce l’attuazione, questo decreto infatti è stato emanato per aiutare i consumatori presente in quella che era definita “zona rossa “, ovvero per i Comuni di Bertonico, Casalpusterlengo, Castelgerundo, Castiglione D’Adda, Codogno, Fombio, Maleo, San Fiorano, Somaglia, Terranova dei Passerini, Vò.
A sostegno di questo la delibera dell’ARERA pubblicata in data 18/03/2020 definisce per quei comuni la sospensione dei pagamenti delle bellette fino al 30 aprile 2020 richiamando la delibera 60 specifica che la sospensione viene applicata anche per le fatture già scadute al momento dell’entrata in vigore del decreto.
In fine con la delibera 76 si affronta l’argomento bonus sociale, molto caro a tantissimi consumatori, in sostanza la delibera definisce che per il periodo 1° marzo - 30 aprile, al fine di garantire la continuità di erogazione dei bonus ai cittadini che ne hanno diritto, il provvedimento dispone che a coloro che dovessero rinnovare la domanda di bonus oltre la scadenza originaria prevista dalla regolazione, ma comunque entro i 60 giorni successivi al termine del suddetto periodo di sospensione, sia garantita la continuità dei bonus medesimi, con validità retroattiva a partire dalla data di scadenza originaria e per un periodo di 12 mesi.
 
Fonte: https://notizie.tiscali.it/economia/articoli/Sospensione-dei-pagamenti-delle-bollette-facciamo-chiarezza-sui-vari-decreti/]]></description>
			<guid isPermaLink="false">http://www.www.studiozanola.com/1/sospensione_dei_pagamenti_delle_bollette_facciamo_chiarezza_sui_vari_decreti_3220306.html</guid>		</item>
		<item>
			<title>INTERRUZIONE DELLE MISURE STRAORDINARIE PER FRONTEGGIARE IL RINCARO DEI PREZZI E</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/interruzione_delle_misure_straordinarie_per_fronteggiare_il_rincaro_dei_prezzi_e_3289687.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>INTERRUZIONE DELLE MISURE STRAORDINARIE PER FRONTEGGIARE IL RINCARO DEI PREZZI E</strong><br /> 
 L&#039;interruzione è dovuta a diversi fattori quali:

 a) le disposizioni adottate con il DL 131/2023 (ultimo della serie delle emanazioni a questo scopo) sono terminate al 31/12/2023;
 b) nessuna disposizione ulteriore è stata adottata su tale argomento, se non quanto disposto dall’articolo 1, comma 14, del DDL Bilancio 2024 - AC1627/I, riguardo al riconoscimento anche per il 1° TRIM/2024, ai soli clienti del settore elettrico in stato di disagio economico, di un contributo complementare straordinario (denominato &quot;CCS&quot;) da sommare a quello del bonus sociale ordinario.
 
 Ne risultano quindi gli effetti di seguito illustrati, sulle misure ancora attive nel 4° TRIM/2023 (emanate attraverso l&#039;articolo 1 del DL 131/2023):
 
 1) rispetto all&#039;art. 1.1 --&gt; l&#039;aggiornamento trimestrale da aggiungere a tutti i tipi di Bonus Sociale previsti (EE Disagio Economico e Fisico, GAS Disagio Economico), non è stato rinnovato.
   Pertanto l&#039;importo &quot;AggBO&quot; non viene più riconosciuto in aggiunta al Bonus Sociale.

 2) rispetto all&#039;art. 1.3 --&gt; termina l&#039;azzeramento degli importi tariffari legati alle voci di Oneri Generali di Sistema in ambito GAS, che sono state tutte valorizzate a valori diversi da 0.
 
 3) rispetto all&#039;art. 1.5 --&gt; termina l&#039;applicazione dell&#039; IVA al 5% per la fatturazione del GAS NATURALE.
  In questo caso, l’interpretazione più diffusa è che si ritorni alla situazione &quot;normale&quot; di applicazione dell&#039;IVA dovuta per le forniture GAS (10% e 22% o altro regime speciale dei casi), con il principio della applicazione per data emissione, salvaguardando però l&#039;applicazione dell&#039;IVA al 5% (per competenza) per eventuali conguagli/rettifiche che dovranno essere calcolate per il periodo coperto dalle emanazioni che si sono succedute coi vari DL rinnovati nel tempo.
 Pertanto, dalle emissioni di fatture successive al 31/12/2023, sarà applicata l&#039;IVA &quot;normale&quot; (10% e 22% o altro regime speciale a seconda dei casi) alle forniture di GAS, salvo che per i periodi di competenza coperti dalla validità della applicazione dell&#039;IVA al 5% e per competenza.
  Per fare un esempio concreto, fatturando con emissione FEB/2024 sia il periodo di DIC/2023 che il periodo di GEN/2024, il primo verrà fatturato al 5%, il secondo all&#039;IVA &quot;normale&quot; (10% o 22% a seconda dei casi noti).

 4) rispetto all&#039;art. 1.8 --&gt; anche se la misura del riconoscimento di un contributo complementare straordinario si interrompe alla data del 31/12/2023, l’articolo 1 comma 14, del DDL Bilancio 2024 dispone il riconoscimento del &quot;CCS&quot; anche per il 1° TRIM/2024.
Per i Bonus Sociali relativi al Disagio Fisico in ambito EE e al Disagio Economico in ambito GAS, non sono previsti riconoscimenti di &quot;CCS&quot;; pertanto in questi casi, il valore del contributo complementare straordinario &quot;CCS&quot; non verrà fatturato.
                                            
L’art. 1 comma 19 della Legge 30 dicembre 2023, n. 213 dispone infine che la misura del canone di abbonamento alla televisione per uso privato, di cui all&#039;articolo 1, comma 40,  della legge 11 dicembre 2016, n. 232, è rideterminata in 70 euro per l&#039;anno 2024 (10 rate da 7 euro per i mesi da gennaio a ottobre) rispetto ai 90 euro del 2023.]]></description>
			<guid isPermaLink="false">http://www.www.studiozanola.com/1/interruzione_delle_misure_straordinarie_per_fronteggiare_il_rincaro_dei_prezzi_e_3289687.html</guid>		</item>
		<item>
			<title>10 credenze sul fotovoltaico</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/10_credenze_sul_fotovoltaico_3069022.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>10 credenze sul fotovoltaico</strong><br /> 
1. I pannelli fotovoltaici costano tanto
Il prezzo di un impianto fotovoltaico è sceso di circa il 90% in 25 anni! Ad oggi il fotovoltaico è ormai un mercato relativamente maturo, un impianto fotovoltaico da 3.3kW costa circa €5.500 IVA compresa e si stima che i prezzi di  un impianto non scenderanno più del 3% all’anno.  Acquistare un impianto fotovoltaico significa sicuramente fare un investimento importante, ciò nonostante è possibile approfittare delle detrazioni fiscali del 50% così da dimezzare il costo effettivo sostenuto oltre che eventualmente fare un finanziamento.
Dobbiamo fare un ragionamento diverso per quanto riguarda i sistemi di accumulo (batterie). Il crollo del prezzo delle batterie deve ancora avvenire dal momento che si tratta di una tecnologia relativamente nuova.
2 . È preferibile acquistare pannelli fotovoltaici quando la tecnologia sarà stata ulteriormente sviluppata  
I pannelli attualmente presenti sul mercato hanno una tecnologia eccellente e una produzione garantita. Aspettare è una sciocchezza: la tecnologia dei pannelli fotovoltaici è già matura. I futuri pannelli saranno indubbiamente in grado di convertire più luce solare in elettricità, proprio come le auto tra dieci anni saranno ancora più economiche. La tecnologia odierna è già perfettamente in grado di fornire buone quantità di elettricità verde a un prezzo competitivo. Attendere significa solo spendere soldi che potevano essere risparmiati.
3. Produrre pannelli fotovoltaici richiede più energia di quanto i pannelli stessi possano generare durante il loro ciclo di vita
Assolutamente no! Un pannello fotovoltaico produce nel suo ciclo di vita tra le 10 e le 14 volte più energia di quanta ne sia stata necessaria per produrlo. I vari produttori hanno sicuramente un margine di miglioramento per quanto riguarda la scelta dei materiali e il processo di produzione, ciò non toglie che già esistano norme che regolano questi processi, tra cui anche quello che riguarda lo smaltimento dei pannelli che ad oggi sono riciclabili al 96%.
4. Installare pannelli fotovoltaici ha senso solo nelle zone dove c’è tanto sole 

Finché c’è il sole, i pannelli fotovoltaici generano energia. Non importa se sono installati a Milano o in Puglia. La resa è ovviamente maggiore nelle zone meridionali che sono generalmente più soleggiate, ma in realtà i pannelli funzionano meglio a temperature intermedie. Anche altri fattori giocano un ruolo importante nel calcolo della produzione di un impianto come la stagionalità, l’altitudine sul livello del mare (impianti installati in montagna produrranno più che impianti installati in pianura) e le condizioni meteorologiche del posto.  
Certamente la resa di un impianto è superiore quando il cielo è completamente terso, anche per questo motivo esistono diverse tecnologie di pannelli fotovoltaici che riescono a catturare i raggi del sole in diverse condizioni.
5. L&#039;energia solare non avrà mai un prezzo competitivo 
In passato si pensava anche nessuno avrebbe mai comprato i telefoni cellulari perché erano troppo costosi. Così anche per il fotovoltaico. Negli ultimi tre anni il prezzo dei pannelli fotovoltaici è sceso sensibilmente, mentre la produzione di elettricità per pannello continua ad aumentare. E qual è il punteggio provvisorio della partita prezzo del sole contro prezzo dei fornitori? Pe un impianto con un ciclo di vita di 25 anni, un chilowattora (kWh) di energia solare costa, indicativamente, circa 12 centesimi mentre l’energia prelevata dalla rete costa circa 23 centesimi.
6. Con il fotovoltaico mi rendo totalmente indipendente
Diffida di chi ti dice che con il fotovoltaico azzeri la bolletta e ti rendi completamente indipendente dai fornitori di elettricità. Ciò è possibile soltanto con impianti ad isola che sconsigliamo fortemente d’installare: i prezzi sono molto alti,  i sistemi di accumulo che si abbinano a questi tipi di impianti sono fatti in piombo, una tecnologia ormai superata, e infine ci si espone al rischio di isolamento in caso di malfunzionamenti dell’impianto. Con un impianto fotovoltaico allacciato alla rete si può arrivare ad un autoconsumo del 40% circa e abbinando anche un sistema di accumulo si arriva ad un’ottima soglia di autoconsumo, circa l’80%.
7. I pannelli fotovoltaici hanno senso solo se si dispone di un tetto rivolto a sud
Come puoi facilmente immaginare, i pannelli fotovoltaici devono essere posizionati sulle parti del tetto più soleggiate. I tetti orientati verso sud sono ideali per il fotovoltaico, a condizione che non ci siano troppi ombreggiamenti naturalmente. Anche un tetto orientato verso ovest o verso est è spesso adatto alla produzione di energia solare. Quando viene progettato l&#039;impianto fotovoltaico si tiene conto di eventuali ostacoli o elementi d&#039;ombra come alberi, antenne e camini.
8. I pannelli non resistono alle forti grandinate  
I pannelli fotovoltaici sono costituiti, tra altri materiali, anche da una lastra di vetro ed è quindi normale chiedersi se siano abbastanza solidi da resistere alle forti grandinate sempre più frequenti.
La risposta è sì, e non solo. Per legge i produttori devono sottoporre i pannelli ad appositi test contro la grandine per certificarne la qualità: per 10 minuti vengono sparate delle sfere di ghiaccio contro il pannello simulando una grandinata. I vari marchi possono decidere di condurre test anche più severi.
9. Al momento dell’installazione viene rovinato il tetto
L’installazione dei pannelli fotovoltaici sul tetto non comporta interventi troppo invasivi se questo è in buone condizioni o è già predisposto al fotovoltaico. Su un tetto inclinato con coppi, ad esempio, le tegole non vengono perforate come ci crede comunemente. Le tegole venogno prima rimosse, viene poi fissata la struttura di supporto e solo in seguito vengono posate nuovamente le tegole e agganciati i pannelli.
Inoltre durante questo processo viene posta molta attenzione alla parte estetica, ad esempio coprendo i cavi sul tetto affinché non siano visibili dall’esterno. Il solare è bello!
10. Gli impianti fotovoltaici richiedono molta manutenzione  
I pannelli fotovoltaici richiedono poca o nessuna manutenzione. Ci pensa la pioggia a lavarli! Soltanto se vivi nelle vicinanze di campi agricoli o stabilimenti industriali consigliamo di rivolgersi ad una ditta specializzata che provveda alla pulizia dei pannelli ogni 2-3 anni, per rimuovere le polveri che si depositano sui pannelli. 
 La parte più vulnerabile di un impianto fotovoltaico è l&#039;inverter. L’inverter converte la corrente continua (CC) prodotta dai pannelli fotovoltaici in corrente alternata (CA) che può essere utilizzata dai vari dispositivi domestici. L&#039;inverter ha una vita prevista di circa 14 anni ed è facile da sostituire.
 
SE VUOI SAPERNE DI PIU&#039; RICHIEDI UNA CONSULENZA GRATUITA! INFO@STUDIOZANOLA.COM]]></description>
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			<title>Monitoraggio dell'impianto fotovoltaico: ecco perchè è fondamentale</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/monitoraggio_dell_impianto_fotovoltaico_ecco_perche_e_fondamentale_3069023.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Monitoraggio dell&#039;impianto fotovoltaico: ecco perchè è fondamentale</strong><br />Come avere costantemente sotto controllo la produttività del tuo impianto fotovoltaico?
Ovviamente è impossibile, senza i giusti strumenti, operare un monitoraggio costante sul funzionamento dell’ impianto fotovoltaico, 24 ore su 24 e 365 giorni l’anno. Nella vita quotidiana ogni persona è presa da mille attività e per questo è umanamente impossibile controllare ogni giorno contatori, inverter, numeri e misure relative al funzionamento del tuo impianto solare. C’è bisogno di un sistema tecnologico automatizzato.
In caso di guasti o malfunzionamenti è importante, anzi fondamentale, intervenire in tempo, senza perdere i preziosi kwh prodotti che sono, in fin dei conti, i principali responsabili della buona riuscita dell’investimento. Il tempo di ritorno dall’investimento, infatti, verrà rispettato se l’impianto produce nel tempo quanto previsto.
Se una qualsiasi forma di malfunzionamento dei pannelli fotovoltaici, degli inverter o di qualsiasi altra componente non viene individuata e corretta istantaneamente, rischia di arrecare un danno economico non indifferente al titolare dell’impianto, allungando così in tempi di ritorno dall’investimento.
 
Per questo motivo è fondamentale riuscire ad intervenire in maniera tempestiva ed efficace.
 
Come?
 
Il sistema di monitoraggio dell’impianto fotovoltaico
Il monitoraggio dell’impianto fotovoltaico è una delle 4 regole per massimizzare il rendimento dell’impianto.
Esistono dei servizi/sistemi di monitoraggio degli impianti, consultabili spesso su server condivisi, in grado di monitorare costantemente l’attività dell’impianto, confrontandola, nel caso di server unici, con la produttività degli impianti installati nella stessa zona, e incrociando i dati, ad esempio, con i dati meteo e di temperatura.
Nei casi dei grandi impianti il servizio è un vero e proprio servizio di energy intelligence, che abbiamo visto in un altro articolo.
In caso da variazioni sensibili o “sospette” sulla produzione dei kwh, variazioni che possano indicare guasti o malfunzionamenti, il sistema di monitoraggio fa scattare degli alert in grado di allarmare il gestore impianto in maniera istantanea, attraverso ad es. un sms su cellulare, un segnale acustico o luminoso o altri sistemi di notifica.
Grazie al sistema di alert si può intervenire immediatamente per notificare il danno, il guasto o il malfunzionamento e recuperare velocemente la produzione ottimale dell’impianto.
L’apparecchio di monitoraggio per impianti fotovoltaici di piccole, medie o grandi dimensioni, lavora in remoto e riceve e memorizza tutti i dati di funzionamento in tempo reale così da tener monitorato il funzionamento in qualsiasi ora del giorno. In questo modo, in caso di emergenza, si può intervenire rapidamente garantendo i rendimenti del proprietario dell’impianto.
Tramite qualsiasi interfaccia internet si possono visualizzare, analizzare o scaricare tutte le informazioni rilevate dal sistema e memorizzate su server o su un dispositivo di archiviazione.
 
Le 6 cose principali di un sistema di monitoraggio

monitoraggio, analisi e configurazione da remoto dell’impianto fotovoltaico
visualizzazione tramite data-log di tutti i dati principali dell’impianto memorizzati in un database
Istantaneo rilevamento di guasti e malfunzionamenti
monitoraggio automatico e contemporaneo di più inverter
possibilità di visualizzazione dati in tempo reale tramite un potale web
eventuale possibilità di formulare una reportistica automatica periodica sul rendimento dell’impianto

 
Il tutto viene in genere memorizzato su un server web, da cui ci si connette per visualizzare i dati.
 Il monitoraggio di un impianto energetico può essere quindi consultato in tempo reale da casa o da qualsiasi altro posto dotato di connessione internet, inclusi i dispositivi mobili.]]></description>
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			<title>IDEE PER ILLUMINARE CON I LED</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/idee_per_illuminare_con_i_led_2406249.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>IDEE PER ILLUMINARE CON I LED</strong><br />I vantaggi dei LED
 
Rispetto alle luci tradizionali, quelle a LED hanno molti vantaggi e sicuramente rappresentano la scelta migliore dato che sono più potenti senza bisogno di alti voltaggi, durano più a lungo, non riscaldano, sono resistenti a urti e acqua e – non da ultimo! – sono dotate di una luce intensa il cui grado di luminosità può essere controllato grazie ai dimmer.
I LED sono adatti per essere utilizzati praticamente ovunque, sia per illuminare, sia per abbellire gli ambienti perché sono disponibili in tanti colori e in svariate forme (ad incasso, a strisce, binari, applique da muro, lampade pendenti, pannelli, tubi, …).
 
Vediamo quali tipologie di ambiente possiamo valorizzare grazie all’illuminazione a LED:
 
Soffitto
Per illuminare il soffitto è possibile utilizzare lampade pendenti a LED, luci LED a incasso o strisce. Anche se sono di piccole dimensioni produrranno comunque una luce bella e brillante!
Pareti
Posizionare delle luci sulle pareti non solo ci consente di illuminare la stanza, ma aggiunge anche un certo fascino all’ambiente. L’ideale è utilizzare applique da muro, LED a strisce o a incasso perché non hanno bisogno di grandi spazi.
Corridoio
Come per le pareti, per illuminare un corridoio il tipo migliore di LED sono quelli ad incasso o a strisce, perché non occupano tanto spazio.
Pavimento
Possiamo usare i LED anche per illuminare il pavimento o i bordi del pavimento, per esaltare la forma della stanza e renderla più bella. In questo caso le strisce a LED saranno perfette allo scopo!
Scale
Usiamo le scale sia di giorno sia di notte, quindi sarà necessario illuminarle in modo funzionale, affinché non rappresentino un ostacolo alla nostra sicurezza.
Enfasi
A volte è necessario concentrare la luce su punti specifici come ad esempio dei dipinti, dei soprammobili o un tavolo… Il modo migliore per farlo è quello di utilizzare pendenti, spot singoli o su binari. Possiamo regolare gli spot per concentrare la luce su oggetti specifici, creando giochi di luci e ombre davvero interessanti!
Outdoor
Illuminare un edificio da fuori lo rende più bello di notte e più facile da trovare. Una buona idea in questo caso potrebbe essere utilizzare le strisce a LED, perché sono facili da collocare.
Sentieri
E’ importante illuminare il sentiero di fronte a casa per renderlo sicuro e facilmente percorribile. Possiamo, per esempio, utilizzare delle lanterne o delle luci ad incasso.
Giardino
Se casa vostra dispone di un giardino, allora sarà necessario illuminarlo, magari appendendo delle lanterne agli alberi e avvolgendo delle strisce a LED intorno ai loro tronchi. L’effetto sarà sorprendente!
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			<title>SUPERBONUS 110% ONLINE IL SITO ISTITUZIONALE</title>
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			<description><![CDATA[<strong>SUPERBONUS 110% ONLINE IL SITO ISTITUZIONALE</strong><br /> 
 
Sul sito del Governo è ora online l’area dedicata al Superbonus 110%, la misura di agevolazione degli interventi di efficientamento energetico nell’edilizia. Il sito è rivolto a imprese e cittadini e, oltre a trovare tutte le informazioni sui requisiti e su come ottenere la detrazione, riporta una sezione FAQ a cura dell’Agenzia delle Entrate ed Enea e una funzionalità attraverso la quale è possibile inviare i propri quesiti.
 
Guarda il sito
 
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			<title>RISCHI ECOBONUS 110%</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/rischi_ecobonus_110_3265146.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>RISCHI ECOBONUS 110%</strong><br /> 
Per poter parlare dei rischi del Superbonus 110, dobbiamo necessariamente fare una premessa: la conversione in Legge con modificazioni (Legge 17 Luglio 2020 n. 77) del Decreto-Legge 19 maggio 2020 n. 34 (Decreto Rilancio artt. 119 e 121), la pubblicazione dei Decreti Attuativi del MiSE (Decreto Asseverazioni 3 Agosto 2020 e Decreto Requisiti 6 Agosto 2020) e la successiva pubblicazione delle disposizioni dell’Agenzia delle Entrate (Provvedimento 8 Agosto 2020 Prot. 283847/2020 e Circolare N. 24/E 8 Agosto 2020) rendono di fatto finalmente operative le misure incentivanti previste dal Governo per i lavori di efficientamento energetico e sismico degli edifici.
 

Queste misure, che prevedono detrazioni fiscali fino al 110% dei costi sostenuti per i lavori effettuati, costituiscono un impulso senza eguali per la riqualificazione del nostro patrimonio edilizio obsoleto, energivoro e a forte rischio sismico: tuttavia va rilevato che il cittadino che ne intende beneficiare può trovarsi esposto a insidiose situazioni di rischio e a condotte fraudolente.
 

Se, infatti, per eseguire importanti lavori di riqualificazione energetica, edilizia e strutturale degli edifici sono necessarie adeguate competenze specifiche, proprie delle Imprese che operano nella manutenzione edile ed impiantistica (e qui la capacità tecnica e le referenze dimostrabili su lavori realizzati devono avere un peso rilevante nell’orientare la scelta del Committente), non si può negare che oggi per realizzare un intervento di riqualificazione energetica o sismica di un edificio, dato il notevole impegno economico richiesto, è necessario montare un’articolata operazione di carattere economico-finanziario, che non tutti i soggetti proponenti sono all’altezza di garantire.
 
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Ecco allora che accanto alle Imprese, che da sempre sono attive nella riqualificazione edile ed impiantistica degli edifici, si sono affacciati sul mercato nuovi operatori, inizialmente provenienti dal mondo delle utility ma, alla luce dei nuovi provvedimenti, anche dal mondo della finanza, che hanno tuttavia obiettivi assai diversi da quello delle Imprese: non si parla più, quindi, solo di progettazione, capitolati, esecuzione dei lavori, ma di forniture energetiche, fidelizzazione del Cliente, quote di mercato, finanziamenti e, in particolare, cessione del credito fiscale.
Se quindi da un lato assistiamo alla discesa in campo di importanti operatori del mondo dell’energia e dei più prestigiosi Istituti di credito, che possono contribuire con le loro capacità finanziarie allo sviluppo di un settore per loro nuovo ed in grande crescita, non si può tuttavia negare che una pluralità di nuovi soggetti si è affacciata al settore della riqualificazione energetica e sismica degli edifici unicamente con intenti meramente speculativi, trascinati dalle opportunità offerte dalla cessione del credito d’Imposta.
 
E’ qui che si insinuano quelli che abbiamo chiamato “rischi del Superbonus 110” ed è qui che il cittadino deve porre particolare attenzione a messaggi fuorvianti: millantare che i lavori di riqualificazione siano “gratis” è profondamente scorretto, soprattutto alla luce del fatto che ora sono divenuti cedibili anche i crediti fiscali maturati per interventi che, per loro natura, sono destinati ad avere una quota che rimane comunque a carico del Committente (ad esempio tutti i lavori che possono beneficiare di aliquote in detrazione comprese tra il 50% e il 90%); anzi, quegli interventi che nel loro complesso non presenteranno una pur ridotta quota a carico del Committente saranno verosimilmente i primi ad essere sottoposti ad attenta verifica fiscale.
 
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Il privato che effettua lavori di riqualificazione deve capire che non li realizza gratuitamente, ma li paga: con lo “sconto in fattura”, con il credito d’imposta maturato e ceduto all’impresa che ha eseguito i lavori stessi, o attraverso la cessione a terzi, ma li paga! E chi ritira il credito d’imposta ceduto vorrà trarre profitto, in qualche modo, da questo servizio offerto: è in questo momento che si possono verificare comportamenti non corretti e gravi distorsioni del mercato, con prezzi dei lavori maggiorati per incrementare il valore del credito d’imposta, inserimento di strani costi tecnici non meglio qualificati, oneri di strana natura: quando si parla di Superbonus 110% attenzione quindi ai pacchetti “all-inclusive” e alle sorprese che possono celare.
 
Nel mercato sono già presenti e attivi soggetti che si sono “inventati” operatori del settore e che propongono di realizzare interventi di riqualificazione da decine di migliaia di euro “chiavi in mano” e “tutto gratis”: soggetti che oggi ci sono, si muovono aggressivamente e contattano condòmini e amministratori, ma domani dove saranno? E’ pertanto assolutamente opportuno che ci si rivolga ad operatori qualificati del mercato, che abbiano una storia consolidata alle spalle, non al primo soggetto offerente che vende il “tutto gratis” …visto che poi gratis non è!
 

E’ bene che il privato faccia molta attenzione alle proposte, in apparenza assai allettanti, che riceve: che abbia conoscenza dei meccanismi della cessione del credito, che sappia che esistono limiti di spesa, che sia al corrente del fatto che non su tutti gli edifici possono essere eseguiti interventi che possono beneficiare degli incentivi fiscali.
 

Come pure pensare che, sempre “gratis”, qualcuno provveda a tutto (“non si preoccupi, pensiamo a tutto noi…”) è puramente illusorio e chi per ingenuità o per scarsa informazione crede a questo messaggio si espone a pericolosi rischi del Superbonus 110.
 
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Come prevenire questi rischi del Superbonus 110? Innanzitutto il cittadino si deve tutelare: sicuramente meglio della proposta “chiavi in mano” è l’affidamento di un incarico di verifica preliminare (diagnosi energetica) e di progettazione ad un serio professionista, che operi con competenza e nel più scrupoloso interesse del proprio committente; potrà così essere verificata preliminarmente la rispondenza ai requisiti richiesti per poter beneficiare dei vantaggi fiscali.
 
Il progettista, poi, potrà assumere anche il ruolo di Direttore Lavori, figura di controllo con ruolo determinante per assicurare il Committente della correttezza di esecuzione in corso d’opera: quali garanzie di affidabilità può infatti offrire un “chiavi in mano” dove l’esecutore dei lavori è anche controllore di sé stesso?
 
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Altro passaggio fondamentale sono le asseverazioni amministrative e tecniche, anche queste da affidare a professionisti incaricati: chi verifica altrimenti la correttezza delle procedure e la congruità dei prezzi applicati così da tutelare il Cliente finale?
 
La figura del Professionista incaricato riveste quindi un ruolo di altissimo profilo, di grande valore e responsabilità.
 
Non è infrequente imbattersi in offerte per l’esecuzione dei lavori incrementate artatamente da parte di soggetti che vogliono trarre maggior vantaggio dalla cessione del credito, aumentandone il valore complessivo; ma la Legge prevede dei limiti massimi di spesa cui bisogna sottostare e se togliamo ingiustificate maggiorazioni, l’IVA, i costi tecnici e di progettazione, gli oneri per la sicurezza, il costo della Direzione Lavori e delle certificazioni, alla fine quale potrà mai essere il reale valore dei lavori che si andranno ad eseguire e l’effettiva qualità tecnica delle opere realizzate?
 
Anche in questo caso è il Professionista incaricato che può tutelare il Committente perché, sia ben chiaro, se ad un controllo dell’Agenzia delle Entrate i lavori eseguiti non risultano corretti ed i prezzi applicati non congrui, la ripresa fiscale è in capo al privato, poiché è lui stesso che ha approfittato di un beneficio fiscale di cui non aveva titolo, poi ceduto ad un soggetto magari scomparso nel nulla: chi è stato raggirato si troverà così solo, senza difesa alcuna, a dover rispondere in solido per i lavori eseguiti, dovendo restituire le somme di cui ha creduto di poter beneficiare in termini di credito d’imposta, oltretutto maggiorate di sanzioni ed interessi.
 

Al di là di questi rischi del Superbonus 110 che, con accortezza e un minimo di conoscenza possono essere facilmente individuabili, i benefici fiscali attualmente previsti rappresentano comunque una reale e imperdibile opportunità per il cittadino che intende realizzare lavori per riqualificare il proprio immobile, fondamentale è comprendere però l’importanza di rivolgersi a professionisti e ad operatori qualificati, che sappiano tutelare l’interesse del Committente e che lo aiutino ad orientarsi correttamente in un mercato dove è purtroppo ormai possibile imbattersi in pericolose speculazioni.
 
 
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			<title>IL CARO BOLLETTE SPINGE LE TRUFFE</title>
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			<description><![CDATA[<strong>IL CARO BOLLETTE SPINGE LE TRUFFE</strong><br />I falsi call center che chiamano a ogni ora del giorno con numeri sempre diversi e con argomenti sempre nuovi, il venditore &#039;porta a porta&#039; che suona al campanello, le false mail e persino i falsi siti web.
Sono tanti gli strumenti e i trucchi che hanno colpito i consumatori i quali, con le bollette di luce e gas più salate, hanno cercato negli scorsi mesi di trovare offerte più convenienti o sono stati adescati con la promessa del risparmio finendo però truffati: secondo un&#039;indagine a cadere vittima sono stati 4 milioni di italiani con un aumento del 28% rispetto allo scorso anno.
Paradossalmente i più colpiti non sono gli anziani ma i clienti con una maggiore istruzione e dai 35 ai 44 anni che si sentono forse più sicuri e in grado di controllare le nuove tecnologie.
Il danno economico per i consumatori stimato dall&#039;indagine è stato di 1,2 miliardi di euro (+152%) e, come ha spiegato il presidente di Consumerismo no profit Luigi Gabriele alla conferenza stampa tenuta alla Camera dei Deputati, c&#039;è ora timore per la prossima fine del mercato tutelato (a gennaio 2024).
 
Per non incappare in truffe è meglio rivolgersi a dei professionisti.
 
CONTATTACI
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			<title>Riduci le tue bollette del 50%</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Riduci le tue bollette del 50%</strong><br />]]></description>
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			<title>Risparmia sulle bollette</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Risparmia sulle bollette</strong><br />]]></description>
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			<title>Come illuminare con i LED</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Come illuminare con i LED</strong><br />Per un risultato ottimale è necessario individuare le lampadine giuste e posizionarle opportunamente, meglio se controllate da un sistema smart. 
Ecco alcuni consigli su come fare…
Nascondere la Fonte – la migliore illuminazione è quella che non si vede. Utilizzare insenature architettoniche e nicchie per nascondere appositamente le sorgenti luminose e rimuovere, di conseguenza, l’abbagliamento.
Luce Naturale – analizzare l’effetto del sole nelle stanze durante il giorno e nelle diverse stagioni. Prevedere appositi tendaggi per le finestre al fine di filtrare la luce, valorizzare i colori e rimuovere i riflessi dalle camere.
Aggiungere le Ombre – lo spazio tra le aree illuminate e dietro le superfici aggiunge profondità alle stanze. Aumentare la spaziatura tra le luci sospese nei corridoi e illuminare gli oggetti isolati da una sola direzione, per dargli più profondità.
Cosa Illuminare – le superfici riflettono la luce nello spazio. Focalizzare il fascio di luce sugli elementi architettonici, su oggetti decorativi e d’arte, arredi e aree di lavoro. Cercare spazi nascosti sotto gli armadi e le scale, spazi che possono essere ritagliati riempendoli con la luce diretta.
Modelli Asimmetrici – una volta arredate, le camere raramente sono simmetriche. Posizionare quindi sempre l’illuminazione in una camera già finita, mai in una stanza vuota.
La Luce Indiretta – è quella più simile alla luce naturale che sperimentiamo durante con il giorno. È meglio valorizzare la luce su soffitti e pareti, piuttosto che illuminare i pavimenti.
Tipi di Luminarie – mettere la giusta luce al posto giusto. Le numerose varianti (dimming, colore, resa cromatica, temperatura del colore, e ottica) che ci consentono gli apparecchi a LED aumentano la necessità di fare la scelta giusta quando si tratta di scegliere un apparecchio per l’illuminazione.
Eleganza – creare effetti di transizione dal buio alla luce per quando si entra nelle camere.
Controllo – per una maggiore efficienza energetica incorporare controlli avanzati per la gestione di più livelli di illuminazione dei diversi tipi di apparecchi e degli scenari.
Programmazione – scegliere un professionista della luce esperto nell’installazione di controlli e di programmazione per combinare effetti, eleganza, convenienza e sicurezza. Vi accorgerete che c’è tutto un mondo da scoprire, che va oltre l’accendi-spegni.]]></description>
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		<item>
			<title>Garante per la privacy, sanzione da 26 milioni di euro a grossa società energia</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/garante_per_la_privacy_sanzione_da_26_milioni_di_euro_a_grossa_societa_energia_3277244.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Garante per la privacy, sanzione da 26 milioni di euro a grossa società energia</strong><br /> 

Ammonta a oltre 26,5 milioni di euro la sanzione con la quale il Garante per la privacy ha sanzionato xxx Energia per il trattamento illecito dei dati personali degli utenti a fini di telemarketing. Il gruppo dovrà anche conformarsi alla normativa nazionale ed europea sul trattamento dei dati personal e relazionare sulle iniziative prese. Tutto è partito dalle centinaia di segnalazioni di utenti che lamentavano di ricevere telefonate promozionali, anche su disco registrato, “in nome e per conto” di xxx Energia. Così sono partite le indagini dell’Autorità che tutela il trattamento dei dati personali.
 
L’authority ha riscontrato la difficoltà da parte degli utenti di “poter esercitare i propri diritti” sulle informazioni personali e, più in generale, “problemi derivanti dalla gestione dei dati nell’ambito dei servizi di fornitura energetica” come le operazioni svolte nell’area riservata del sito della società. L’ufficio del Garante nota come con l’avvicinarsi della scadenza per il passaggio al mercato libero dal mercato tutelato il settore del telemarketing nel settore energetico “abbia registrato un netto e preoccupante incremento”. Nella fattispecie è emerso durante l’istruttoria “un cronico, intenso e sempre più invasivo fenomeno di telefonate promozionali indesiderate verso utenze riservate o iscritte al registro delle opposizioni, oltre al tardivo o mancato riscontro a istanze di esercizio dei diritti di accesso ai dati personali o di opposizione al trattamento per finalità di marketing”.
 
Ma non basta la sanzione. L’Autorità garante per il trattamento dei dati personali ha ingiunto a xxx Energia di “adeguare ogni trattamento di dati svolto dalla rete di vendita” perché avvenga “solo a seguito di contatti promozionali su numerazioni telefoniche censite e iscritte al registro degli operatori della comunicazione” e quindi consenzienti.  xxx energia dovrà poi rende più semplice il diritto degli utenti di opporsi alle promozioni indesiderate, dando riscontri entro e non oltre i 30 giorni dalla richiesta. Infine, l’azienda energetica dovrà comunicare al Garante per la privacy “le iniziative intraprese per adeguarsi a quanto prescritto dal provvedimento”.
xxx Energia fa sapere di aver “sempre agito nel pieno rispetto della normativa, di essere estranea alle condotte di ‘chiamate indesiderate’ e di aver sempre applicato misure di prevenzione dei rischi per la gestione di canali telefonici a scopo commerciale”. E di aver rilevato “come il fenomeno fraudolento dell’esistenza di operatori abusivi – che si spacciano per agenti di xxx Energia” esponga la stessa società a “danni rilevanti anche sotto il profilo dell’immagine”. Il gruppo sostiene che “adotta tutte le misure tecniche e organizzative per assicurare il pieno rispetto delle disposizioni normative in materia di data protection (GDPR), denunciando in più circostanze l’illecita circolazione di dati personali utilizzati da parte di terzi per pratiche commerciali scorrette e fornendo piena collaborazione alle istituzioni coinvolte”, prosegue la nota. Inoltre “per impedire l’uso abusivo del proprio nome, ha interrotto dal maggio 2017 le attività di vendita telefonica dei contratti dandone ampia comunicazione ai clienti. Successivamente, tale canale è stato riaperto solo per dare continuità in sicurezza alle attività di vendita durante la pandemia in corso, che ha inciso sulla possibilità di incontro fisico con i clienti. Nonostante tutte le segnalazioni su cui si è basata l’istruttoria si riferissero al periodo in cui la società non effettuava telefonate, il Garante ha ritenuto di irrogare la sanzione, in assenza di prove e solo sulla base della presunzione che le chiamate venissero da operatori incaricati da xxx, per il solo fatto che così avevano dichiarato gli operatori telefonici”, afferma la società.

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		<item>
			<title>Come utilizzare al meglio il CLIMATIZZATORE</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/come_utilizzare_al_meglio_il_climatizzatore_2413501.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Come utilizzare al meglio il CLIMATIZZATORE</strong><br /> 
Il caldo e l&#039;estate ha ormai raggiunto tutta Italia nei primi giorni di luglio, ed è quindi il momento di &quot;rinfrescare&quot; qualche nozione sull&#039;uso intelligente dei condizionatori, per avere sollievo dalla calura in modo ottimale, senza incorrere in eccessive spese sulla bolletta.
 
Gli esperti dell&#039;ENEA, l’Agenzia per l’Efficienza Energetica, danno 10 consigli per l&#039;uso efficiente dei climatizzatori con un occhio alla bolletta:
 

Occhio alla classe energetica – Il primo  suggerimento per l’uso ‘intelligente’ dell’aria condizionata parte dalla scelta del condizionatore: sono da preferire i modelli in classe energetica A o superiore.
 

Preferite gli inverter -  Gli apparecchi dotati di tecnologia inverter adeguano la potenza all’effettiva necessità e riducono i cicli di accensione e spegnimento e sono quindi da preferire.
 

Approfittate degli incentivi - Per l’acquisto di una pompa di calore, se destinata a sostituire integralmente o parzialmente il vecchio impianto termico, si può usufruire dell’’Ecobonus’, la detrazione dall’IRPEF che fino al 31 dicembre 2016 sarà del 65%, oppure del ‘Conto termico’, un incentivo che varia in funzione della dimensione dell’impianto.
 

Attenzione alla posizione - È importante collocare il climatizzatore nella parte alta della parete: infatti, l’aria fredda tende a scendere e si mescolerà più facilmente con quella calda che invece tende a salire. Occorre assolutamente evitare di mettere il climatizzatore dietro divani o tende: l’effetto-barriera blocca la diffusione dell’aria fresca.
 

Attenzione a non raffreddare troppo l’ambiente - Due o tre gradi in meno della temperatura esterna sono sufficienti. Spesso basta attivare solo la funzione “deumidificazione”, perché è l’umidità presente nell’aria che fa percepire una temperatura molto più alta di quella reale.
 

Ogni stanza ha bisogno del suo climatizzatore - Non è corretto installare un condizionatore potente in corridoio sperando che rinfreschi tutta casa: l’unico risultato sarà quello di prendersi un colpo di freddo ogni volta che si passa per il corridoio andando da una stanza all’altra, perché sarà l’unico locale ad essere raffrescato.
 

Non lasciate porte e finestre aperte - Sembra banale, ma così si evita di riscaldare l’aria all’interno.
 

Coibentare i tubi del circuito refrigerante all’esterno dell’abitazione - Se esposti direttamente al sole possono danneggiarsi. Inoltre è bene assicurarsi che la parte esterna del climatizzatore non sia esposta direttamente al sole e alle intemperie.
 

Usare il timer e la funzione ‘notte’ – In questo modo si riesce a ridurre al minimo il tempo di accensione dell’apparecchio.
 

Occhio alla pulizia e alla corretta manutenzione - I filtri dell’aria e le ventole devono essere puliti alla prima accensione stagionale e almeno ogni due settimane perché lì si annidano facilmente muffe e batteri dannosi per la salute. Se sono deteriorati vanno sostituiti. È importante anche controllare la tenuta del circuito del gas.
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			<title>Energia, «contratti poco trasparenti»: Antitrust avvia istruttoria</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Energia, «contratti poco trasparenti»: Antitrust avvia istruttoria</strong><br />Tratto da &quot;Il sole 24 ore&quot;
Qui l&#039;articolo completo
https://www.ilsole24ore.com/art/energia-elettrica-antitrust-avvia-istruttoria-enel-eon-e-altre-11-societa-ADZkEiu?refresh_ce=1
 
L&#039;Autorità garante della concorrenza e del mercato ha avviato 13 procedimenti istruttori nei confronti delle società Enel Energia, Optima, Green Network, Illumia, Wekiwi, Sentra, Olimpia-Gruppo Sinergy, Gasway, Dolomiti Energia, E.On, Axpo, Audax, Argos riguardanti la mancanza di trasparenza nell&#039;indicazione delle condizioni economiche di fornitura di energia elettrica e gas sul mercato libero. I rilievi formulati dall&#039;Autorità si riferiscono sia alla documentazione contrattuale sia alla comunicazione promozionale. Lo annuncia l&#039;Antitrust in una nota.
 
«Diversi profili critici delle informazioni»
L&#039;analisi delle principali offerte commerciali sul mercato libero proposte dalle società, si legge ancora nel documento, ha rivelato l&#039;esistenza di diversi profili critici delle informazioni rese in ordine alle voci che concorrono alla formazione del prezzo complessivo dell&#039;energia elettrica e del gas, comprensive di oneri che, una volta riportati in bolletta, vengono posti a carico dei consumatori.
 

«Utenti non adeguatamente informati di voci di costo aggiuntive»

In particolare, continua L’Autorità, risulta che, prima della sottoscrizione del contratto, gli utenti non siano adeguatamente informati dell&#039;esistenza di alcune voci di costo aggiuntive al prezzo della componente energia, con la conseguenza che, solo al momento della ricezione delle bollette, essi si rendono conto degli effettivi costi delle forniture di energia elettrica e gas applicati da queste imprese, risultanti superiori alle attese.
 

«Non indicati oneri di commercializzazione»

In molti casi gli oneri di commercializzazione non sono indicati nel loro esatto ammontare oppure alcuni oneri previsti dal contratto non trovano fondamento in una corrispondente attività. Talvolta invece altre voci di costo risultano impropriamente addebitate agli utenti in caso di recesso anticipato, a titolo di penale o sotto forma di storno dei bonus concessi per incentivare l&#039;adesione alle offerte commerciali.
 

Comportamenti in violazione del Codice del Consumo

«Con l&#039;avvio di questi procedimenti - conclude infine la nota - l&#039;Autorità intende accertare l&#039;esistenza di condotte relative alle offerte di fornitura dell&#039;energia elettrica e del gas sul mercato libero che contrastino con le norme del Codice del Consumo, nei casi in cui le condizioni economiche prospettate nella documentazione contrattuale o promozionale da parte dei vari operatori del settore risultino ingannevoli, inadeguate o omissive. L&#039;indagine attiene anche alle condotte aggressive poste in essere da alcuni di detti operatori , laddove prevedono l&#039;applicazione di penali in caso di recesso o applichino costi per servizi non resi, onde sanzionare i comportamenti pregiudizievoli per i clienti domestici e non domestici di piccole dimensioni e così dissuaderne la futura reiterazione. Tali comportamenti potrebbero integrare, del resto, anche una condotta non diligente, in violazione dell&#039;art. 20 del Codice del Consumo».


 


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			<title>SUPERBONUS 110%</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/superbonus_110_3240928.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>SUPERBONUS 110%</strong><br />Il Superbonus al 110% coinvolgerà anche il fotovoltaico e i sistemi di accumulo. In pratica significa che a fronte del prezzo complessivo dell’intervento può essere applicata una detrazione fiscale al 110%. Ma ciò che rende ancora più interessante questa misura è la possibilità di ottenere il credito d’imposta con conseguente sconto in fattura.
Questo credito può essere ceduto anche alle banche, proteggendo così le piccole imprese installatrici dalle difficoltà sulla liquidità.
 
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L&#039;acquisto del fotovoltaico e dei sistemi di accumulo deve far parte di un investimento più ampio



L’incentivo potenziato è dedicato in particolare:

all’isolamento termico delle superfici opache verticali per oltre il 25% della superficie disperdente lorda dell’edificio e,
alla sostituzione degli impianti di climatizzazione invernale esistenti con impianti a pompa di calore, o anche per l’acqua calda sanitaria;

“L’acquisto” del fotovoltaico e del sistema di accumulo deve essere combinato con uno di questi due maxi-interventi.
In alternativa deve essere legato ad un intervento antisismico.






Non solo, si può aggiungere anche delle colonnine per la ricarica per le auto elettriche. Ottimo modo per sfruttare l’energia solare. 




 
Deve trattarsi di un intervento su edificio domestico principale





Quindi sono escluse tutte le aziende e i capannoni delle imprese.
Può essere fatto solo a favore di persone fisiche e per gli edifici ad uso abitativo principale.
L’obiettivo è quello di incrementare l’efficienza energetica delle proprie abitazioni principali. 
 



 
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Questi interventi green devono garantire un miglioramento di due classi energetiche





Si potrà accedere al Super Bonus se nel complesso verrà migliorato l’edificio di due classi energetiche. Questo andrà dimostrato tramite Ape (attestato di prestazione energetica). 






Inoltre per quanto riguarda il “capotto” termico i tecnici dovranno dimostrare di aver utilizzato materiali isolanti che rispettano i requisiti minimi ambientali previsti dal decreto Ambiente 11 ottobre 2017. Sia per l’isolamento termico che per gli interventi legati alla climatizzazione invernale bisognerà osservare anche altri requisiti minimi come previsto dai decreti di cui al comma 3-terdell’articolo 14 del decreto-legge 4 giugno 2013, n. 63.
 






Questo comporta che ci si dovrà affidare a personale veramente competente, altrimenti si rischiano danni economici. 
 
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Ora non resta che attendere ed esaminare il testo definitivo che verrà pubblicato in Gazzetta Ufficiale. 







 
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			<title>Emergenza Covid 19, il Gse sospende tutti i termini e le scadenze</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/emergenza_covid_19_il_gse_sospende_tutti_i_termini_e_le_scadenze_3218408.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Emergenza Covid 19, il Gse sospende tutti i termini e le scadenze</strong><br />Il Gestore ha stabilito, dandone informativa al Ministero dello Sviluppo Economico:
·       la sospensione dei termini dei procedimenti di verifica in corso su impianti alimentati a fonti rinnovabili e sugli interventi di efficienza energetica, inclusa la cogenerazione ad alto rendimento;
·       la proroga dei termini di tutti i procedimenti amministrativi, in relazione alle richieste di integrazione documentale.
Le misure adottate – si precisa – potranno essere riviste, in considerazione dell’evoluzione dell’emergenza e delle ulteriori misure che saranno assunte dal Governo e dal Parlamento.
Le predette misure non saranno adottate in relazione a procedimenti amministrativi che il Gse potrà concludere con esito positivo, sulla base dei documenti già nella propria disponibilità.
La scelta della sospensione – si spiega – è stata fatta in considerazione dell’evoluzione dei provvedimenti volti al contenimento della diffusione del Covid-19 e delle indicazioni ricevute dal Ministero dello Sviluppo Economico per fronteggiare le possibili difficoltà degli Operatori del settore delle rinnovabili e dell’efficienza energetica, segnalate anche per il tramite delle Associazioni di Categoria.
 
Fonte: https://www.qualenergia.it/articoli/emergenza-covid-19-il-gse-sospende-tutti-i-termini-e-le-scadenze/]]></description>
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			<title>Guida Detrazione Fiscale 50%</title>
			<link>http://www.www.studiozanola.com/1/guida_detrazione_fiscale_50_2227699.html</link>
			<description><![CDATA[<strong>Guida Detrazione Fiscale 50%</strong><br />Ecco, in dettaglio, come funziona il bonus fiscale e come fare per ottenerlo:
  
Chi può richiedere la detrazione del 50%
Possono usufruire della detrazione sulle spese di ristrutturazione tutti i contribuenti assoggettati ad IRPEF, anche se non residenti in Italia.
  
 Per effettuare i lavori e richiedere la detrazione non è necessario essere il proprietario dell’immobile. Possono fare domanda  anche gli inquilini, i comodatari, i familiari conviventi del possessore, i promissari acquirenti che già dispongono dell’immobile dopo aver registrato il compromesso.
  
 Dopo la vendita dell’immobile ristrutturato, il venditore può scegliere se continuare a usufruire delle detrazioni non ancora utilizzate o se trasferire il diritto all’acquirente. In caso di morte, invece, le quote residue della detrazione sono trasferite agli eredi che conservano la detenzione  dell’immobile.
  
Detrazione 50%, gli interventi ammessi
La detrazione Irpef del 50% delle spese sostenute fino al 31 dicembre 2016 spetta per una serie di interventi:
 - manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati sulle singole unità immobiliari residenziali di qualsiasi categoria catastale;
 - manutenzione ordinaria, manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo e ristrutturazione edilizia effettuati su tutte le parti comuni degli edifici residenziali;
 - ricostruzione o ripristino degli immobili danneggiati dalle calamità naturali, a condizione che sia stato dichiarato lo stato di emergenza;
 - acquisto e costruzione di box e posti auto pertinenziali;
 - eliminazione delle barriere architettoniche;
 - installazione di dispositivi anti-intrusione;
 - cablatura e riduzione dell’inquinamento acustico;
 - acquisto e installazione di impianti fotovoltaici;
 - messa in sicurezza dal punto di vista sismico;
 - bonifica dall’amianto;
 - installazione di sistemi anti-infortunio.
 
 Sono inoltre detraibili al 50% anche le spese, fino a 96 mila euro, per l’acquisto di edifici residenziali ristrutturati dalle imprese di costruzione. Per ottenere il bonus l’acquisto deve avvenire entro 18 mesi dalla fine dei lavori, che devono aver coinvolto l’intero edificio. L’acquirente deve  calcolare la detrazione, indipendentemente dal valore degli interventi eseguiti, su un importo forfetario, pari al 25% del prezzo di vendita. 
 
 La detrazione copre infine le spese per la progettazione degli interventi, l’acquisto dei materiali, le prestazioni dei professionisti coinvolti nei lavori, le perizie, i sopralluoghi, le imposte, la messa a norma degli edifici, il rilascio di autorizzazioni e gli oneri di urbanizzazione.
  
Cosa fare per ottenere la detrazione 50%
Prima dei lavori è necessario dotarsi dei permessi e delle autorizzazioni eventualmente richieste. Nei casi in cui le norme sulla sicurezza nei luoghi di lavoro (D.lgs 81/2008, D.lgs 106/2009) lo prevedano, si deve inviare una comunicazione preventiva alla Asl competente contenente la data di inizio lavori, la natura dell’intervento e i dati del committente e dell’impresa. I lavori sulle parti comuni degli edifici residenziali devono essere approvati con una delibera assembleare.
  
 I pagamenti devono essere effettuati con bonifico bancario o postale. Nella causale bisogna indicare la norma che prevede la detrazione fiscale (articolo 16-bis del Dpr 917/1986), il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o la partita Iva dell’impresa che realizza i lavori.
  
 Dopo aver effettuato gli interventi, nella dichiarazione dei redditi bisogna indicare i dati catastali identificativi dell’immobile.
  
 È infine necessario conservare una serie di documenti, che l’Agenzia delle Entrate può richiedere a titolo di controllo e verifica:
 - titoli abilitativi necessari per lo svolgimento dei lavori;
 -   domanda di accatastamento per gli immobili non ancora censiti;
 - ricevute di pagamento dell’imposta comunale sugli immobili (Ici-Imu), se dovuta;
 - delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori, per gli interventi riguardanti parti comuni di edifici residenziali, e tabella millesimale di ripartizione delle spese;
 - In caso di lavori effettuati dal detentore dell’immobile, se diverso dai familiari conviventi, dichiarazione di consenso del possessore;
 - comunicazione preventiva alla Asl (se prevista dalle norme sulla sicurezza dei cantieri);
 - fatture e ricevute fiscali comprovanti le spese sostenute;
 - ricevute dei bonifici di pagamento. ]]></description>
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			<title>Ecobonus anche per LED e controllo dei consumi</title>
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			<description><![CDATA[<strong>Ecobonus anche per LED e controllo dei consumi</strong><br />In base alla Legge di Stabilità, anche per tutto il 2014 sono previste detrazioni fiscali per le ristrutturazioni edilizie che prevedono interventi volti a migliorare l’efficienza energetica degli edifici.
Questi sgravi fiscali, detti “ecobonus”, includono tutti gli interventi finalizzati a migliorare il comfort degli ambienti interni; contenere i consumi di energia; ridurre le emissioni di inquinanti e il relativo impatto sull’ambiente; utilizzare in modo razionale le risorse, attraverso lo sfruttamento di fonti energetiche rinnovabili; ottimizzare la gestione dei servizi energetici.
In questa tipologia di interventi rientrano anche l’installazione di impianti fotovoltaici, la sostituzione di vecchi impianti con impianti di illuminazione a LED e sistemi intelligenti per la gestione e il controllo dei consumi.
 
Come evidenziato dal testo del decreto, la certificazione energetica dell’edificio diventa il documento principale che certifica l’adozione di un certo tipo di sistemi e soluzioni per il risparmio energetico. Ovviamente, ogni operazione di risparmio energetico, oltre che certificata da un professionista abilitato, deve essere monitorata prima e dopo l’intervento mediante relazione da parte del professionista.]]></description>
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